Marimo_I Giardini di Ellis

Marimo: cura e curiosità sull’alga romantica

In Giapponese Mari significa biglia, questa alga d’acqua dolce ha infatti la forma di una sfera. Cresce naturalmente nelle acque di due laghi: il lago di Akan in Giappone e il lago Myvatm in Islanda.

I Marimo sono diventati famosi grazie a questa romantica leggenda:

Si racconta della storia d’amore tra la giovane, figlia del capo villaggio della tribù Ainu, e un ragazzo di umili origini, un cacciatore di cervi. Il loro amore, ostacolato dal padre di lei che non riteneva il giovane all’altezza di sua figlia, portò i due a fuggire lontano sulle rive del lago Akan, all’ombra del monte Meakan. È qui che i due innamorati, lontano dalle loro famiglie, trovarono rifugio e vissero felici insieme. Tempo dopo la loro fuga dal villaggio sulla superficie del lago Akan cominciarono a comparire delle buffe alghe verdi tondeggianti, che gli abitanti della tribù chiamarono MARIMO. Queste alghe tonde e speciali secondo la leggenda sarebbero proprio gli spiriti dei due innamorati, trasformati in Marimo per poter vivere eternamente insieme.

Regalare un Marimo ha un significato ben augurale, simbolo di affetto duraturo e di un amore eterno, in grado di superare ogni ostacolo.

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Come si cura l’alga Marimo?

  • Il Marimo ha bisogno di stare sempre immerso in acqua, il contenitore puoi sceglierlo tu, purchè sia trasparente
  • Evita di esporlo al sole diretto che potrebbe far cambiare colore alla tua alga
  • Fai in modo che una buona illuminazione naturale perché possa svolgere la sua attività di fotosintesi
  • Cambia l’acqua ogni due o tre settimane, meglio se usi acqua a temperatura ambiente
  • quando cambi l’acqua strizzalo delicatamente e restituirscigli la sua forma sferica
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Vediamo qualche curiosità e i 7 falsi miti intorno ai Marimo

  1. Si dice Marìmo e non Màrimo

Iniziamo dal nome, la pronuncia corretta è Marìmo. Per essere certa anche della traduzione abbiamo chiesto ad un amico Giapponese che ci ha anche confermato che in giapponese “Mari” significa biglia o sfera, mentre “MO” è un termine generico per indicare le alghe o le piante che crescono in acqua.

In italiano viene spesso chiamata anche simpaticamente alga palla.

2. Non si trovano solo in Giappone

Colonie naturali di Marimo sono conosciute in Giappone (Isola di Hokkaido, Lago Akan), Islanda, Estonia, Siberia ed Austria. Tuttavia quelli che acquistiamo in Italia generalmente provengono da acquacoltura. In Giappone i Marimo sono protetti e dal 1921 considerati tesoro nazionale per il valore storico e simbolico.

Molte persone nel corso degli anni hanno prelevato grandi quantità di alghe dal Lago Akan ad Hokkaido, portando così il Giappone a prendere severi provvedimenti al fine di scongiurarne l’estinzione. Nel 1950 ad Hokkaido nacque un Festival tradizionale proprio per sensibilizzare le persone sull’imminente estinzione dei Marimo: da allora ogni autunno viene organizzata dagli indigeni Ainu una sfilata in abiti tradizionali che culmina con la benedizione delle alghe, danze popolari ed una suggestiva sfilata con 1000 torce.

3. Sono simbolo d’amore ma non solo

Negli ultimi anni si è diffusa in Occidente la tendenza di adottare o regalare Marimo. La leggenda dei due innamorati ha reso questa piccola alga un simbolo di amore eterno. Complice di questa fortissima tendenza è anche il fatto che i Marimo crescono lentissimamente, circa 3-5 mm all’anno e che sono super longevi, si ha traccia infatti di alcuni Marimo ultracentenari.

Non solo, i Marimo sono anche simbolo di amicizia e sentimenti sinceri e duraturi ed in generale di buon auspicio. In Giappone, da molti anni, è tradizione tramandare le alghe di generazione in generazione, proprio in virtù della loro longevità. Vengono donate spesso all’inizio di nuove convivenze o sodalizi.

Osservare i Marimo volteggiare a pelo d’acqua regala benessere e attimi di felicità, infatti il suo ritmo lento aiuta a stabilire una connessione con la Natura.

4. Non occorre dare acqua frizzante

Questa loro caratteristica di galleggiare viene chiamata la danza dei marimo è un’altra delle ragioni del loro grande successo.

I Marimo infatti in determinate condizioni galleggiano, questo succede perchè come anche le piante terrestri, l’alga Aegagropila linnaei, che è il nome scientifico del Marimo svolge fotosintesi clorofilliana. In questo processo grazie all’energia della luce utilizza l’anidride carbonica ed altri elementi per sintetizzare gli zuccheri con cui si accresce e nutre liberando ossigeno. Queste bollicine di ossigeno si accumulano tra i suoi filamenti verdi portano il Marimo a galleggiare in superficie. 

Perché un Marimo galleggi è necessario che l’acqua venga cambiata con una giusta frequenza, è essenziale che svolga una buona fotosintesi e perchè succeda è indispensabile che riceva sufficiente luce indiretta. Aggiungere acqua frizzante è un trucchetto che permette di osservare questo fenomeno della danza più facilmente ma in un modo innaturale che alla lunga potrebbe portare anche i Marimo a sfaldarsi o cmq a soffrirne.

5. È “felice” anche se non galleggia

Molti Marimo non galleggiano o lo fanno raramente, questo comunque non significa che soffrano. Basta accertarsi che il colore sia di un bel verde intenso, scuro e senza macchie gialle o marroni. Che l’acqua venga cambiata una volta ogni due settimane in inverno e circa ogni 8-10 giorni in estate. Garantire che prenda una buona luce indiretta.

Quando cambiamo l’acqua al Marimo possiamo usare acqua minerale naturale di bottiglia ma anche quella di rete idrica decantata almeno 24 ore (mettere l’acqua presa dal rubinetto di casa in una brocca aperta e attendere un giorno prima di utilizzarla) o da rete idrica microfiltrata. Non usare acqua distillata invece perchè è priva di tutti i sali minerali che sono indispensabili ai Marimo. Per una migliore pulizia sarebbe opportuno strizzare delicatamente l’alga sotto un leggero getto d’acqua corrente.

6. Non è necessario tenerlo in frigorifero

È vero che i Marimo riescono a resistere a lungo anche in condizioni poco luminose, come avviene per esempio sui fondali dei laghi d’origine, ma l’assenza di luce prolungata a cui verrebbe sottoposto nel caso in cui venisse conservato per tutto il periodo estivo in frigorifero non consente il suo regolare processo di fotosintesi e sicuramente questa non è una condizione naturale. 

Nelle settimane più calde il suggerimento, come sempre è quello di tenere il vaso del Marimo lontano dai raggi diretti, rinfresca l’acqua una volta alla settimana e collocarlo nel punto più fresco di casa, il Marimo starà benissimo tra le mura domestiche. Come qualsiasi altra pianta d’appartamento, se ti assenti per molte settimane, consiglio di affidare il tuo Marimo ad una persona che possa prendersene cura.

7. I Marimo non partoriscono

È un’immagine molto carina e romantica pensare che da una coppia di Marimo nasca ad un certo punto un piccolino ma alcune volte ho ricevuto domande riguardo l’esistenza di Marimo maschi o femmina il che lascia intendere che ci sia disinformazione in merito. I Marimo sono alghe pluricellulari che non si riproducono per via sessuata ma per gemmazione. Può quindi assolutamente succedere, ed è una cosa anche comune, che col tempo da un Marimo si stacchi una parte che da origine ad un nuovo piccolo individuo, in tutto e per tutto identico geneticamente al Marimo da cui si è distaccato. Perchè questo accada non occorre avere una coppia di Marimo.

Ho dedicato un video ai Marimo, puoi guardarlo sul mio canale YouTube

Nel loro ambiente naturale i Marimo rotolano sul fondo del lago spinti dalle correnti, ecco perché assumono la tipica forma sferica. Se il tuo Marimo sta perdendo la sua naturale forma agita delicatamente il contenitore in modo che si appoggi su un lato diverso.

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Ogni mercoledì sul blog ne pubblico una nuova!

Alice Delgrosso
info@igiardinidiellis.it

Sono Ellis, Plant Designer e Terrarium Artist e Plant Trainer. Aiuto le persone a scegliere le piante giuste per i loro ambienti e a prendersene cura.