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Idroponica: cos’è, come funziona e differenze con l’idrocoltura

Coltivare senza terra non significa necessariamente coltivare una pianta semplicemente in un vaso pieno d’acqua.

Esistono infatti diversi sistemi di coltivazione fuori suolo, dai grandi impianti utilizzati nella produzione agricola fino alle soluzioni molto più semplici che possiamo sperimentare con le piante di casa.

Tra i termini che incontriamo più spesso ci sono idroponica e idrocoltura. Vengono talvolta utilizzati come sinonimi, ma possono indicare sistemi e contesti di coltivazione differenti.

Vediamo allora cos’è l’idroponica, come funziona e quali sono le principali differenze rispetto all’idrocoltura che possiamo praticare con le comuni piante da appartamento.

Cos’è l’idroponica?

L’idroponica è una tecnica di coltivazione fuori suolo nella quale le piante crescono senza terriccio e ricevono acqua e sostanze nutritive attraverso una soluzione nutritiva.

Le radici possono trovarsi direttamente nella soluzione oppure essere sostenute da substrati alternativi al terreno, a seconda del sistema utilizzato.

Il principio fondamentale è che la terra non è indispensabile alla pianta in quanto tale: ciò di cui le radici hanno bisogno sono acqua, ossigeno, nutrienti e condizioni fisiche adatte al loro sviluppo.

Su questo principio sono nati sistemi idroponici molto diversi tra loro, da quelli utilizzati professionalmente per coltivare ortaggi e altre produzioni agricole fino a piccoli sistemi domestici.

Come funziona la coltivazione idroponica?

Nella coltivazione tradizionale il terreno svolge contemporaneamente diverse funzioni: sostiene la pianta, trattiene acqua e nutrienti e contribuisce a creare intorno alle radici un ambiente in cui siano disponibili anche aria e ossigeno.

In idroponica queste funzioni vengono separate e gestite in modo diverso.

Un sistema idroponico deve quindi garantire principalmente:

  • acqua
  • ossigeno alle radici
  • sostanze nutritive
  • sostegno alla pianta

A seconda della tecnica utilizzata, possiamo avere sistemi nei quali le radici crescono direttamente nella soluzione nutritiva oppure sistemi che utilizzano substrati inerti o minerali per sostenerle.

Non esiste quindi un solo modo di “fare idroponica”.

Idroponica e idrocoltura sono la stessa cosa?

I due termini appartengono allo stesso grande mondo della coltivazione senza terra e nel linguaggio comune vengono spesso sovrapposti. Per orientarsi, però, è utile distinguerli.

Con idroponica si indica generalmente un insieme molto ampio di tecniche fuori suolo nelle quali acqua e nutrienti vengono forniti alle radici in maniera controllata. Possono comprendere sistemi con pompe, ricircolo della soluzione nutritiva, vasche e impianti più o meno complessi.

Quando nei Giardini di Ellis parlo di idrocoltura in casa, invece, mi riferisco soprattutto alla coltivazione senza terriccio delle comuni piante ornamentali da appartamento attraverso sistemi semplici: acqua, substrati alternativi come argilla espansa, PON o Seramis, contenitori con o senza riserva e una corretta gestione del nutrimento.

Se è questo il tipo di coltivazione che stai cercando, trovi qui la mia guida completa:

Idrocoltura in casa: come coltivare le piante senza terra

Si può fare idroponica in casa?

Sì. Non tutti i sistemi idroponici richiedono serre o grandi impianti.

Esistono piccoli sistemi domestici utilizzati per coltivare erbe aromatiche e ortaggi, ma possiamo applicare i principi della coltivazione fuori suolo anche alle piante ornamentali che teniamo normalmente in appartamento.

In quest’ultimo caso non abbiamo necessariamente bisogno di pompe o sistemi di ricircolo: possiamo partire da configurazioni molto più semplici.

Se il tuo obiettivo è coltivare Pothos, Monstera, Philodendron, Syngonium e altre piante da appartamento senza terra, è proprio l’idrocoltura domestica l’approccio che approfondisco maggiormente.

Dalla terra alla coltivazione senza terra

Una delle possibilità è partire da una talea che abbia sviluppato fin dall’inizio le proprie radici in acqua.

È possibile però anche trasferire una pianta già coltivata in terriccio a un sistema fuori suolo. In questo caso bisogna rimuovere il vecchio substrato dalle radici e accompagnare la pianta attraverso una fase di adattamento.

Ed è proprio questo il procedimento che mostravo in uno dei miei primi video dedicati all’argomento, utilizzando un sistema con substrato minerale e riserva d’acqua.

Dalla terra al substrato minerale: il video

Questo video appartiene ai miei primi esperimenti con la coltivazione senza terra. Da allora il mio metodo si è evoluto e ho sperimentato substrati e sistemi differenti, ma rimane utile per vedere concretamente una transizione dalla coltivazione in terriccio a un sistema fuori suolo.

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Alice Delgrosso
info@igiardinidiellis.it

Sono Ellis, Plant Designer e Terrarium Artist e Plant Trainer. Aiuto le persone a scegliere le piante giuste per i loro ambienti e a prendersene cura.